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Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Buongiorno Ennio Caruso, siamo davvero curiosi di conoscerla. Come primo punto, per poter presentarla al meglio, desideriamo sapere un pò su di Lei. Quanti anni ha, dove si trova, a cosa si dedica, ecc.
Amante dello stile e dell’eleganza, sono un ragazzo molto semplice, calmo e pacato, allegro e di buona compagnia.
Nella vita privata mi ritengo un solitario e oltre agli affetti familiari, concedo la mia fiducia a pochissime persone.

Ho 25 anni, sono siciliano e vivo sulla costa orientale dell’isola, esattamente nel centro città del capoluogo catanese.
Sono un imprenditore e mi piace praticare sport. Ascolto molto la musica, mi piace il mare, adoro molto viaggiare per scoprire nuove realtà e i diversi stili di vita che colorano il nostro mondo.

Ennio, è interessante poter conoscere il suo concetto e il significato di essere un gigolò?
Essere un gigolò è un’arte innata. Non si studia a scuola né si impara frequentando un corso, nasce dentro di te.
Fare il gigolò significa amare il sesso in tutte le sue forme e sfaccettature. Essere elegante, gentile e delicato nei modi. Bisogna conoscere a fondo le donne, sapere cosa desiderano, capirle nel profondo in ogni loro esigenza, in ogni voglia perversa.

Per Lei, qual è la differenza fra il termine Gigolò e il termine Escort?
Secondo me i due termini, Escort e Gigolò, sono separati da una linea sottilissima.
Mi spiego meglio. Entrambi svolgono lo stesso identico ruolo di accompagnatore e di sexual trainer, con la differenza che l’Escort rispetto al Gigolò non si prende cura solo delle donne ma anche di uomini, di coppie etero o gay.
Categorie che all’inizio del mio percorso di accompagnare e sexual trainer ho incontrato grazie alla mia poliedricità nell’essere Bisex.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Secondo Lei, quali sono gli aspetti considerati come più importanti di un Gigolò? Quali sono i suoi servizi? Esiste un limite da rispettare da parte sua?
Da sempre amo far star bene chi mi incontra e desidero offrire e ricevere il meglio da ogni esperienza vissuta.
Mi piace molto, comprendere e condividere ogni singolo pensiero e situazione che caratterizza la vita di ognuno di noi. Mi fa star bene il poter dare dei consigli e condividere opinioni godendoci un momento di relax.

I miei servizi?
Posso essere, accompagnatore per cerimonie, teatro, cene di gala ed eventi particolari. Ma anche semplicemente ad una cena e un dopo cena all’insegna del piacere.
Sono disponibile per tattiche di ingelosimento, prove di fedeltà, prime esperienze. Posso essere un regalo originale o interpretare il personaggio di cui si ha bisogno in quel momento.
Finto fidanzato, marito, amante, amico ecc.

Metto a disposizione le mie conoscenze di sexual trainer per risolvere dubbi e insicurezze nell’ambito della sfera sessuale.
Women’s life coach per le donne che vogliono capire dove sbagliano con gli uomini e correggere i propri difetti.
Oppure posso essere semplicemente un gigolò speed per un incontro di sesso mordi e fuggi.

Se esiste da parte mia un limite da rispettare?
Solo in rispetto reciproco della persona e del corpo.

Parliamo adesso invece a ciò che significa per le persone essere in sua compagnia.
Come già risposto nella precedente domanda, amo far star bene chi mi incontra e desidero offrire e ricevere il meglio da ogni esperienza vissuta.
Oltre ad essere una persona socievole, seria, riservata, tranquilla, disponibile, allegra, dolce nei modi, amante dell’igiene personale e della cura del mio corpo, so ascoltare e consigliare. Soprattutto però sono una persona normalissima, alla mano, umile e con alle spalle un’infanzia difficile e triste.

Tutte queste qualità vengono apprezzate e percepite da chi mi incontra come momento di benessere, fiducia, tranquillità e serenità per tutto il tempo dell’incontro.
Per questo motivo, molti di loro di settimana in settimana richiedono spesso di trascorrere altro tempo insieme.
Nonostante la consapevolezza da entrambe le parti di sapere che insieme trascorreremo solo dei momenti, vengo identificato come il compagno che tutti vorrebbero avere accanto nella propria vita.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Ha qualche criterio, che sia una caratteristica, l’aspetto fisico o altro, che lei considera quando una persona chiede di stare in sua compagnia?
Ho già detto più volte che mi piace ascoltare e aiutare le persone, farle sentire a proprio agio e farle sentire apprezzate.
Per me, un accompagnatore professionista, ha il compito importante di apprezzare più l’aspetto interiore delle persone prima ancora di apprezzare l’aspetto esteriore. Questo specialmente considerando il fatto che durante le ore a disposizione da trascorrere insieme ci si deve occupare principalmente della cura della mente e successivamente della cura del corpo.

Sicuramente la prestanza fisica tra le lenzuola è importante, ma non serve se prima non sei riuscito a liberare la mente del partner da blocchi e preoccupazioni.
Per quanto mi riguarda, sono del parere che anche una persona con disabilità fisiche ha diritto ad avere momenti di svago con una persona che la sappia ascoltare, apprezzare e mettere a proprio agio nonostante il suo handicap.
Quindi fatta qualche rara eccezione, personalmente non do molta importanza all’aspetto fisico purché rientri nel normale rispetto della cura e igiene personale del corpo.

Allora, cosa lo rende più sicuro nella sua vita? Cosa lo rende più felice? E cosa lo rende più desiderato?
Tutte le esperienze negative vissute nella mia vita sin dalla mia infanzia e fortunatamente superate gradualmente con enormi sacrifici e difficoltà senza l’aiuto di nessuno, familiari compresi, mi hanno reso molto forte e nello stesso tempo altruista.

Altruista perché dovendo superare da solo gli ostacoli della vita, in me è nato un forte e irrefrenabile bisogno di aiutare gli altri. Proprio l’altruismo, mi ha dato il dono di saper ascoltare per poter aiutare gli altri, comprendere e condividere ogni singolo disagio o problema.
Attraverso il dialogo e il ragionamento li aiuto a capirsi, quale obiettivo si prefiggono di raggiungere e in che modo, sia che possa essere di natura sessuale o personale.
Sono felice quando dopo aver dato dei consigli l’interlocutore è riuscito a superare un blocco mentale o a risolvere un problema.

Intervista a Ennio Caruso - “Amo far star bene chi incontro”Non considero la mia fisicità particolarmente attraente.
Sicuramente ho a mio favore la semplicità, il sapermi adattare a qualsiasi tipo di persona, che sia esso uomo o donna. Altri miei vantaggi sono l’essere intrigante e simpatico. Nonostante abbia un fisico normalissimo non palestrato, piaccio e affascino probabilmente per la mia carnagione scura, la mia pelle vellutata e profumata.

Prima di finire, vorremmo sapere come riesce a combinare la classe, la trasgressione e il piacere durante un primo incontro.
Per ogni primo incontro, è mia abitudine trascorrere del tempo a conversare telefonicamente con l’interlocutore. Se necessario anche con più telefonate fino a quando non è chiaro ad entrambi l’obiettivo da raggiungere durante il nostro primo appuntamento.

Una volta analizzati gli argomenti delle conversazioni ed eventuali specifiche richieste fatte dall’interlocutore stesso, valuto e mi organizzo mentalmente sui tempi e modi di gestire gentilezza e lussuria. Il tutto senza cadere mai in atteggiamenti volgari se non specificatamente richiesti.

Infine desidera aggiungere qualcos’altro in questa intervista?
Volevo riassumere in poche parole ciò che ho già detto. Concludo dicendo che ho scelto di intraprendere questa professione non per caso ne per bisogno economico. L’ho fatto per la mia bisessualità, la mia paziente e altruistica predisposizione ad ascoltare sia uomini che donne. Ma anche per il mio particolare interesse per il sesso e la sessualità praticata con passione e divertimento.

Mi piace offrire momenti di serenità, spensieratezza, emozioni e piacere a coloro che mi ritengono una sorta di garanzia, qualcuno con cui fare ciò che desidera e che lo appaghi senza sentirsi giudicato per questo.
Ogni esperienza vissuta, ogni singolo incontro mi ha lasciato qualcosa. Quel qualcosa che giorno dopo giorno mi ha fatto crescere e diventare ciò che sono oggi, prima come uomo e poi come accompagnatore.

 

 

 

 


 

http://www.gigolo.it/model_info.php?mID=409

 

Igor: “Ogni donna desidera vivere una boyfriend experience” 

 

A volte l’esigenza di sentirsi desiderata e compresa rimugina nella mente di molte donne, ma poche hanno il coraggio di farsi avanti e rivolgersi ad un accompagnatore professionista.

La mia esperienza di accompagnatore per donne mi ha insegnato molte cose! Mi ha insegnato a capire che in fondo ogni donna desidera vivere una boyfriend experience, vivere una storia con un fidanzato per un giorno, un weekend, o anche solo per qualche ora.

Un gigolo di solito è la soluzione ideale!

Spesso una donna ha problemi di insicurezza, solitudine, problemi relazionali legati alla sfera affettiva e conoscere una persona che sappia metterla a proprio agio, che sappia comprenderla, è la chiave giusta per affrontare determinate difficoltà.

Un vero accompagnatore può offrire un rapporto senza impegno, ma non freddo e distaccato.

La boyfriend experience è un’esperienza unica, appagante, sensoriale, emotiva; è condivisione, passione, erotismo ed è un’esperienza molto intrigante anche per me.

Condividere questo tipo di esperienza è come condividere soltanto il meglio di una relazione vera e propria.

Il gigolo veste i panni del fidanzato e diventa l’uomo con cui ridere, scherzare, raccontarsi, svelarsi, andare a cena; l’uomo con cui dividere le proprie passioni, un uomo elegante e divertente, un bravo ascoltatore ed interlocutore, che sappia essere dolce e romantico.

Una donna vuole potersi fidare e sentirsi al sicuro, ma soprattutto un bravo accompagnatore deve essere in grado di saper porre la propria cliente al centro di tutto.

La magia di quei momenti talvolta ti trasporta in un'altra dimensione e per me la cosa più importante è sapere di poter realizzare dei desideri nascosti o messi da parte da tempo.

Non è inusuale accantonare i nostri piccoli o grandi desideri. Ciò che penso sia fondamentale per il mio lavoro è portare avanti con perseveranza un concetto imprescindibile, quello di ricordare sempre che la ricchezza delle nostre vite è proprio questa: cercare ogni giorno nella nostra quotidianità di “sentirci” un po' di più,sentire di più ciò che desideriamo, assecondare di più le nostre piccole voglie, concederci ogni tanto un svago in più, magari un viaggio, un weekend al mare, una cena a lume di candela, una serata al cinema, o semplicemente il concederci qualche minuto in più a guardare un tramonto, scrutare il mare; perché sono le piccole cose a rendere la vita speciale, vissute in solitudine o vissute in compagnia. L’importante è concederci più tempo per noi stessi in questa vita, altrimenti spenta e malinconica, senza emozioni autentiche.

La mia felicità deriva spesso da tutto ciò, per me rendere felice una donna è essenzialmente parte integrante della mia felicità.

Perché una donna felice risplende di luce propria, ed è la cosa più bella che c’è al mondo.

 

https://www.igorgigolo.com/


DAL SITO WWW.GIGOLO.IT

Gigolò debuttante: storia di Maximilian,
napoletano all'esordio tra gli escort

Incerto anche sulle tariffe e alla ricerca della prima cliente: «Lo faccio per mettere da parte un po' di soldi»

Maximilian (ph. gigolo.it)

Maximilian (ph. gigolo.it)

 

NAPOLI - Maximilian ha venticinque anni, fisico atletico e capelli raccolti in un codino. Se si è alla ricerca di un gigolò giovane e sportivo di provenienza campana, il suo è il primo nome che appare alla voce «cerca» tra i 137 del sito di accompagnatori www.gigolo.it. Il mestiere di escort maschile - si legge sul web - segna una «rivoluzione epocale» in una società in cui «le donne sono come gli uomini di una volta, si sono invertiti i ruoli».

ALLE PRIME ARMI - È stato lo stesso Maximilian, unico gigolò pervenuto nella provincia di Napoli, a parlarci di come si entra a far parte del mondo della trasgressione al femminile in cui, a dire il vero, è ancora un novizio. «Mi sono iscritto al sito da meno di un mese - ha raccontato il giovane di Nola - ho voluto provare questa esperienza per crearmi una base economica».

TIMIDO - Non nasconde un po' di imbarazzo Maximilian, e quasi cerca di giustificarsi dicendo «è per fare un po' di esperienza, per provare. Uno sfizio», sfatando il mito del bello e (im)possibile sfrontato e sicuro di sé. In realtà, il nostro palestrato non ha ancora «accompagnato» nessuna, anche se ha ricevuto qualche telefonata: in questo mestiere, in fondo, è sempre l'uomo a decidere se accettare o meno una cliente.

LE TARIFFE? DA CONCORDARE - Il gigolò debuttante è un po' insicuro anche sulle tariffe, l'unica certezza è che il prezzo sarà diverso se si tratterà di una cena o di un weekend, in zona o in trasferta. Messo alle strette, accenna a una cifra che va dai 300 ai 500 euro. Di una cosa, comunque, il Maximilian è consapevole: la professione è molto diffusa, ma i suoi colleghi hanno in genere qualche anno più di lui. «In fondo - conclude - io ho altri obiettivi professionali, ma visto che ho la bellezza, la sfrutto per un po'».

 

 

 

 

 


 

 


Io donna

 

Professione gigolò. Mercato in crescita, ma niente fattura

Difficile stimare il giro d'affari, non fatturano. E non vanno mai in pensione: invecchiano, ma lo stesso accade alle loro clienti, tra cui soprattutto mogli annoiate, manager impegnate che non hanno tempo per una relazione. Da un cartello visto per strada l'idea per scoprire un mondo

di Farian Sabahi

Professione gigolò. Mercato in crescita, ma niente fattura

Di passaggio a Milano, ho intravisto la pubblicità di Franc Gigolò in via Palmanova. Qualche chilometro più in là lo stesso poster, in via Leoncavallo. A un incrocio, ho scattato una foto con l’iPhone. Sulla pubblicità, Franc scrive: “Ciao? Posso accompagnarti in crociera?”.

Appena sotto, un sito Internet e il numero di un cellulare. Un paio di giorni dopo ho composto quel numero. Mi ha risposto la voce (profonda) di un uomo dal marcato accento del Sud. Mi sono presentata come giornalista. E lui, Franc, si è raccontato: trentatré anni, originario di Avezzano, Abruzzo, ma “sono sempre in tour, sempre in giro. A Londra, a Barcellona”. Ha lavorato come autista di pullman e lì si è accorto che ledonne gli elargivano parecchie attenzioni. Con qualcuna è uscito, una sera. Gli hanno offerto la cena. Un giorno gli viene in mente che potrebbe farne un mestiere. Per un po’ fa sia l’autista sia l’accompagnatore. Da un paio d’anni ha smesso di guidare i bus. Le tariffe? «150 euro l’ora». Senza fattura: «Come faccio a farla? La legge italiana non prevede la mia categoria professionale. Magari sposto la residenza in Ticino (dove l’esercizio della prostituzione è regolato dalla legge cantonale del 2001, ndr) e sistemo pure questa cosa qui».

Franc mi ha proposto di incontrarci. Abbiamo appuntamento domani all’aeroporto di Fiumicino poco prima del rientro a Torino. Verrà vestito bene, mi ha chiesto di portare la macchina fotografica. Speriamo che il mio compagno non si arrabbi…

Dop la prima chiacchierata con Franc, ho navigato in rete. Sul sito gigolo.itdiversi personaggi inseriscono i loro annunci. Roy Gigolò ha invece un sito peronale: un metro e ottantacinque, fisico atletico, nazionalità italiana, servizio solo per donne (altri si offrono anche per coppie). Una sezione è dedicata alle prime esperienze sessuali, perché di questi tempi “la verginità può essere un peso”.

Quello dei gigolò è un mercatoDifficile stimare il giro d’affari, non rilasciano fattura. Sull’Huffington Post veniamo a sapere che il costo di un gigolò si aggira sui 500 euro più spese di trasferta. I gigolò non vanno mai in pensione: invecchiano, ma lo stesso accade alle loro clienti. Chi sono le clienti? Mogli annoiate. Manager stra-impegnate che non hanno tempo per una relazione vera.

Dei gigolò i giornali scrivono spesso. Per molti è un modo per lavorare e contrastare la crisi e la crescente disoccupazione. Sul Fatto Quotidiano si legge del cuoco disponibile dopo cena. Nel suo caso le tariffe vanno dai 500 agli 800 euro per la cena fino ai 1000-1200 per cena e dopocena. Cifre che tengono conto dei rischi: in un caso la cliente aveva definito “disgustosa” la cena e aveva ordinato una pizza. Solo dopo essere andati a letto insieme, lei gli aveva spiegato che maltrattando il maschio… si eccita. In altri termini, per la professione di gigolò serve una buona dose di pazienza.

Sul Gazzettino un venticinquenne disoccupato di San Donà aveva raccontato di fare il gigolò per mantenere il figlio di cinque anni. Alto un metro e ottanta, due tatuaggi, un bel fisico scolpito in palestra. Un passato da rappresentante, barista, venditore di articoli sportivi. Così si presenta. La prima volta ha guadagnato 250 euro. Siamo in Veneto, dopo il divorzio il giovanotto è tornato a vivere a casa di mamma, che sa tutto e gli raccomanda prudenza.

Cosa curiosa: in rete, a far notizia (in lingua inglese) è soprattutto il mercato dei gigolò in India: si spacciano per belli, alti, di buone maniere. Dicono di non farlo per denaro ma perché non sanno come fare a gestire una libido al di sopra del normale. La realtà è ben diversa, fa notare la giornalista (indiana) che a questo tema ha dedicato un’inchiesta. Un gigolò le ha raccontato di essere stato contattato da una donna con le idee ben chiare: si è fatta mandare le fotografie delle “parti basse” chiedendo specifiche sulle dimensioni e assicurando che lo avrebbe richiamato dopo qualche giorno, quando sarebbe arrivata a Delhi. In effetti il gigolò è stato richiamato, ma a quel punto la controparte gli chiesto… una ricarica al cellulare. Insomma, le delusioni non mancano.

Un altro sito Internet spiega come diventare gigolò. A fornire le istruzioni, in inglese, è un professionista di Mumbai, India. Le sue clienti sono ragazze e donne di famiglie benestanti. Indiane e non. Alcune, si vanta il gigolò indiano, arrivano a Mumbai per trascorrere qualche ora con lui. Lui, il gigolò indiano, non è sempre stato belloccio: un tempo aveva l’aria del secchione, con gli occhiali. Poi si è trasformato. Per avere successo, scrive, servono solo tre cose: bisogna proiettare un’energia maschile, saper soddisfare una donna, e avere una buona strategia di marketing. Dodici gli errori da evitare, che il gigolò indiano non dice. Volete saperne di più? È necessario iscriversi al suo sito. E diventare suoi adepti. Perché il gigolò di Mumbai ha troppe clienti. Come fa? Le passa ai suoi… studenti. Verrebbe da pensare che sia un altro modo con cui i maschi riescono a fare rete, aiutandosi l’un con l’altro.

Domani, l’incontro con Franc, il gigolo: l’intervista.

 

 


Tratto dal  Resto del Carlino cronaca di Rimini.

"Uno gigolò mi ha reso felice ma non ditelo a mia figlia"

Cinquantenne riminese racconta le sue notti a pagamento

di FILIPPO GRAZIOSI

 

Gigolò

Rimini, 30 marzo 2016 - Donne che pagano gli uomini. A Marina (il nome è di fantasia, ndr) è capitato più di una volta. Analista informatica in una grande azienda, 54 anni, separata e una figlia di 18. Ovviamente all’oscuro di tutto. Ma con la voglia di uscire allo scoperto e raccontare perchè a un certo punto della sua vita ha iniziato a frequentare uno gigolò.

Qual è stata la scintilla?

«Incontrare uno gigolò è sempre stato il mio sogno proibito, fin da quando avevo 25 anni. Non so perchè, ma ci ho sempre pensato».

Perchè lo realizzato solo a 50 anni suonati?

«Dopo l’ennesima delusione con un uomo. Ho capito che non volevo altre relazioni, impegni e compromessi. Così ho cominciato a cercare su internet un accompagnatore per donne».

E alla fine lo ha trovato...

«Di siti ce ne sono tanti: ragazzi, uomini. Alcuni molto belli e molto giovani. Altri meno, addirittura bruttarelli. Poi ho trovato Raul che mi ha colpito più degli altri. E così l’ho chiamato».

Cosa cercava in questa avventura?

«Non cercavo necessariamente o soltanto un rapporto sessuale e nemmeno una relazione. Volevo solo passare una serata piacevole con un uomo piacevole senza il dovere di pensare al dopo».

E cosa ha trovato?

«Un professionista serio senza essere freddo. Mi ha messo a mio agio senza fare inutili complimenti e soprattutto ti ascolta e si ricorsa quello che gli hai raccontato. Anche cose piccole e leggere».

C’è stata anche intesa sessuale tra voi?

«E’ stata un’esperienza meravigliosa. Raul sa ascoltare e questa cosa fa la differenza. Anche a letto».

Finita l’avventura si è mai sentita in colpa?

«Mai. Sono una donna libera. Se fossi sposata credo che non lo farei. Ho sempre tradito poco prima di lasciare. Sono una donna fedele se le cose funzionano».

Non ha paura che qualcuno scopra il suo segreto?

«Non vorrei che a farlo fosse mia figlia. E’ una ragazza furba e ha capito che c’è qualcuno, ma ovviamente non le dico che lo pago. Non è pronta per capire. A mia sorella invece l’ho detto così come alle amiche più strette».

E loro come hanno reagito?

«Non approvano, ma perchè si preoccupano delle mie finanze».

Cosa c’è di diverso nell’incontrare uno gigolò?

«Mi permette di essere leggera e spontanea perchè non devo dimostrare niente. Non c’è nessun meccanismo di conquista o di potere. E’ uno scambio alla pari. Venivo da un periodo in cui il sesso era più mentale che fisico. Dopo gli incontri con Raul gli ormoni si sono risvegliati. Pure troppo».

Non ha paura di innamorarsi di uno gigolò?

«La regola numero uno è di farlo per gioco, altrimenti sei fritta. Se sei fragile ti innamori e dopo un po’ non ti basta più. Io voglio solo divertirmi e con lui mi diverto un sacco».

 

di FILIPPO GRAZIOSI

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 


 

 

 

 

 


Il 24% cerca un uomo sensibile, il 22% non bada a spese e il 18% cerca un grande amatore. Le indecise non arrivano a tanto ma un pensierino, nemmeno troppo casto ce l’hanno già fatto. E dalla nostra, personale, ricerca Roma non se la passa male a numero di professionisti dell’eros che, in parallelo con le escort femminili, sono riusciti a creare un vero e proprio business del sesso. In modo più ricercato certo, ma sempre sesso a pagamento è. Attraverso siti specializzati e dai nomi facilmente riconducibili come Gigolò 5 Stelle, Escort Net Parade e Gigolò.it. ne abbiamo contati all’incirca 100 di base nella capitale. Dieci dei quali addirittura rientrano nella Top Ten del “Miglior Gigolò”.
Fingendoci premurose amiche di una futura sposa, abbiamo quindi chiamato alcuni di loro, proprio per capire come funziona “il mestiere più antico del mondo” versione maschile. Gladio ad esempio. Trentaseienne, romano doc che già dal suo personale profilo “professionale” indica come pezzi forti il suo savoir fair, eleganza e i prezzi, definiamoli abbordabili: 600 euro per stare dal tramonto all’alba e 300 euro per un’ora di sesso take away o una cena dal sapore piccante. Per le più caste Gladio si offre anche come semplice personal shopper. Poi c’è Gabriel, 24 anni anche lui romano. Data forse l’età, il suo onorario è più basso, 350 euro per un’ora. Per tutta la notte invece si oscilla tra i 500/600 euro. Ti raggiunge lui, disposto ad essere chiunque tu voglia. Perché lui, tende a precisare è un accompagnatore professionale che non si limita alle semplici cose. Potete chiedergli tutto quello che volete: tenero amante, partner di una notte di fuoco o distinto compagno di viaggio. E se Gabriel ha modici prezzi, di certo non li ha Luca. Sarà per l’ottima pubblicità che lo stesso sito gli offre presentandolo fra i migliori gigolò di Roma, nella sopracitata Top Ten. Ma conti alla mano il ragazzo risulta troppo oneroso. Pensate 2.000 euro per una notte e 800 euro per un’ ora. E la superbia con cui si descrive nell’annuncio del sito aggrava ancora di più il giudizio nei suoi riguardi: “Sono il vostro uomo. Il mio obiettivo è soddisfarvi nel modo migliore. Basta escort improvvisati”. Una cosa però gliela riconosciamo, la fantasia. Luca infatti usa termini come “richiesta vanilla”, “rouge sex” e haute cuisine del servizio. Insomma superbo sì, ma originale. A chi piace è ovvio.
Con Simon invece cerchiamo di entrare più nel personale, non solo sui costi e prestazioni. A colpire è il modo diverso di presentarsi sul sito di escort maschili. Nessun rozzo tricipite in evidenza,ma solo il viso, in primo piano, di un uomo raffinato ed elegante. Per una notte di passione con lui sono 700 euro e per un’ora 400. Sarà perché è laureato e parla tre lingue? Inglese, francese e spagnolo. Rivelando la natura giornalistica della chiamata gli chiediamo qualcosa di più sulle sue clienti: chi sono, come interagiscono e perché decidono di rivolgersi a lui. “Molte delle donne che mi chiamano lo fanno per ragioni di privacy, sicurezza. Un gigolò, un uomo a pagamento è sicuramente più sicuro di un amante che all’improvviso può chiedere di più. Le donne che si rivolgono a me non sono, come si potrebbe pensare, così trasgressive o affamate di sesso. La maggior parte vogliono anche solo una serata diversa, parlare con un uomo affascinante che le faccia sentire apprezzate e quando sono avanti con l’età, ancora desiderate” E alla domanda se ci siano più casalinghe o libere professioniste, risponde: “In minor numero le casalinghe, soprattutto quelle trascurate dal marito. Sono molto di più le libere professioniste anche per via del prezzo delle mie prestazioni. Sono quelle che mi contattano di più. Malate del proprio lavoro non hanno tempo, né voglia di avere una relazione, fissa. Tantomeno di perdere tempo in socializzazione. Con loro non sono solo un corpo, il più delle volte faccio esclusivamente da accompagnatore a cene o pranzi di lavoro dove vogliono dare un’immagine di loro felice, appagata e concreta. Posso essere il migliore amante del mondo ma anche il perfetto fidanzato, compagno di viaggio, personal shopper o intimo confidente.. Per questo chiedo (solo) 500 euro. Perché io ho un obiettivo, renderle felici”. A questo punto lasciamo a voi le considerazioni. Una cosa è certa il mestiere più antico del mondo, praticato da uomini o donne non conosce la parola, crisi.


MASCHI A NOLEGGIO,
ESPLODE IL BUSINESS
di Elena Testi - C’è chi inizierebbe questo articolo così: nel 1980 Paul Schrader lanciava nelle sale cinematografiche “American Gigolò”. Film irriverente con un Richard Ghere, già sale e pepe, che faceva impazzire le donne e dettava il futuro di uomini propensi alla prostituzione. Ma l’attacco di questo articolo sarebbe forse meglio così: che la crisi porti ad aguzzare l’ingegno non ci sono dubbi. Che i mestieri più vecchi del mondo siano sempre all’ultima modo neanche. Ma che gli uomini si tramutino in veri e propri accompagnatori di donne insoddisfatte lascia interdetti in molti, soprattutto il gentil sesso che si vede costretto a pagare per una mera prestazione sessuale fior fiori di quattrini. Il sito più famoso, a livello italiano, è Gigolo.it. Qui si può trovare di tutto e per tutti i gusti. Dal classico uomo latino fino al ragazzino irriverente. Il successo del sito è pazzesco, se non sbalorditivo, circa 500.000 visitatori unici all’anno con oltre 10.000.000 (dieci milioni) di pagine sfogliate. Già questo la dice lunga. Se poi si va alla voce psicologia, presente nel sito, i dubbi scivolano via e la realtà si tramuta in un film di Nanni Moretti girato da un nerd senza speranza. “La rivoluzione è epocale... ma sta succedendo e succede tutti i giorni, le donne di oggi come gli uomini di una volta , si sono invertite le parti. Adesso sempre più donne più o meno mature, sono alla ricerca di un giovane o meno giovane, bello, intelligente, elegante da noleggiare per una serata o per un week end. La parte più conosciuta e più visibile di questa nuova disponibilità maschile ad essere un uomo 'oggetto' la possiamo riscontrare negli spogliarelli maschili, che oramai sono l'attrazione principale di alcune feste private, negli addii al nubilato e nelle feste dell’8 marzo. Ma ci sono altri fattori che determinano questo nuovo atteggiamento da parte del mondo femminile, uno fra tutti è la nostra nuova modalità del vivere quotidiano che vede gli uomini sempre più impegnati in mille pensieri, la banca, i conti correnti il bilancio familiare lo stress e ora la crisi economica. Si scopre così che un maschio su 5 ha problemi di erezione ( ufficialmente ), basti vedere anche le ultime campagne pubblicitarie nazionali rivolte in questo senso, se si aggiunge che oramai il sesso è visto e vissuto con la massima libertà e senza tabù soprattutto dal mondo femminile, si scopre che ci sono coppie che sono anni che non fanno l'amore”. 
Scivola via il silenzio dell’apparire, l’ipocrisia si schianta al suolo. Eccolo il mondo dell’invisibile che entra in scena. Questo non è il teatro delle meraviglie studiato ad hoc per impressionare il pubblico, questa è molto di più. E’ un misto tra la “Locandiera” di Goldoni e il “Malato immaginario” di Moliere. Tradotto una prostituzione latitante di una società che crede di essere malata, ma che nella realtà dei fatti non lo è. Nessun giudizio. Nessun commento. A parlare è il costo della prestazione che si scopre in altri siti e contattando altri “Italian Gigolò”, possibilmente stranieri, rispondono prima. Dai 50 ai 500 euro a notte. Per chi fosse interessato sono disponibili anche per viaggi all’estero, week end e semplici cene. Sono disposti a venire a domicilio, in hotel, ma non ospitano mai nelle loro case. Non si sa mai, prevenire è meglio che curare. Insomma basta dare un’occhiatina alle schede, sfogliare le foto e scegliere chi si preferisce. La maggior parte di loro afferma di essere laureato, ben educato e che pretende, da chi viene affittato, igiene personale e pulizia totale. Speriamo che la regola valga anche per loro. Insomma con la prostituzione maschile la parità dei sessi è ormai decretata. L’ultimo passo è la quota blu. E alla fine speriamo di non sentire la famosa frase di De Sica in “Il Conte Max”… E mo’ so cazzi, anzi so proprio cazzi.
ElenaTesti

 


Rimini, “Una vita da gigolò: soddisfo i desideri segreti di tante donne infelici“
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Le confessioni di un 28enne: “Le mie clienti sono infelici, con me passano notti di fuoco“ di Lorenzo Muccioli
 
La locandina di ‘American Gigolò’, il film di Paul Schrader che nel 1980 consacrò Richard Gere nel mondo di Hollywood

La locandina di ‘American Gigolò’, il film di Paul Schrader che nel 1980 consacrò Richard Gere nel mondo di Hollywood
 
 
Rimini,  - «Pronto? Potreste richiamarmi tra un po’? Ora sto finendo un lavoro». Mezz’ora dopo Edmundo (nome di fantasia) è pronto a raccontarci la sua storia. Quella di un 28enne sudamericano sbarcato a Rimini per fare il gigolò. Perché è così che Edmundo si guadagna ogni giorno il pane: soddisfacendo i desideri (anche quelli più segreti e peccaminosi) delle donne riminesi in cerca di attenzioni. E di signore disposte a sborsare fior di quattrini per passare una notte di fuoco, a stare a sentire lui, ce ne sono davvero tante.
Ha finito con la sua cliente?
«Si, adesso possiamo parlare».
Ma ha sempre così tanto lavoro?
«Dipende dai periodi. Ci sono giorni in cui non mi chiamano mai, ma a volte, soprattutto in estate, mi capita di lavorare anche tre o quattro volte in una notte. Sono reperibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. La mia è una professione a tempo pieno».
E si guadagna bene?
«Sicuramente più che a lavorare in un supermercato».
Qualche cifra?
«Solo per vedermi ci vogliono 200 euro. Poi la tariffa aumenta a seconda delle ore che si vogliono passare con me. In una serata posso portare a casa anche 600 o 700 euro».
Come si è avvicinato a questo mestiere?
«C’è la crisi, e i giovani, soprattutto se stranieri, faticano a trovare lavoro. Quando sono arrivato in Italia, ho conosciuto degli amici che già lo facevano. Sono stati loro a introdurmi in questo mondo».
Chi sono le sue clienti?
«Soprattutto donne sposate, tra i quaranta e i cinquant’anni. Ma ci sono anche diverse ragazze single oppure stufe del fidanzato. Ultimamente, anzi, le ragazze sono in aumento».
Cosa cercano in lei?
«Una cosa sola: il placer. Non conosco la traduzione italiana»
Il piacere?
«Esatto, il piacere. Sono infelici, perché mariti e fidanzati non le soddisfano. Non le fanno sentire donne».
E lei ci riesce?
«Evidentemente sì, se si rivolgono a me. Le donne italiane vanno pazze per gli uomini latini».
Soprattutto per quelli come lei.
«Modestamente, mi sono sempre ritenuto un bel ragazzo. Alto, abbronzato, muscoloso».
Lo ammetta: un po’ si diverte.
«E’ un modo come un altro per fare soldi».
Qualcuna si è mai innamorata?
«Capita spesso».
E lei a quel punto che fa?
«Prendo le mie clienti da parte e gli spiego come stanno le cose».
Siamo curiosi: come avviene l’approccio?
«Si basa tutto sul passaparola. Quelle che mi conoscono danno il mio numero alle loro amiche e così via».
Mai pensato di usare internet?
«No, per me la rete è troppo pericolosa. Rischi di essere contattato da persone inopportune, e questo non mi va».
Mai ricevuto proposte indecenti?
«Una volta sì. Una mia cliente aveva scoperto che anche al marito piaceva andare a letto con gli uomini. Così mi propose di fare una cosa a tre in cambio di mille euro. Io rifiutai. Non faccio queste cose con gli uomini».
Come usa i soldi guadagnati?
«Un po’ li sto risparmiando. Spero un giorno di poter tornare nel mio paese».
di Lorenzo Muccioli




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Ecco il sito che dà la possibilità di autogestire i propri annunci

  RISORSE CORRELATE
  1. www.gigolo.it

«Dare la l'opportunità a tanti professionisti e non, di aprire una “vetrina” che offra la possibilità di avere tantissimi contatti da chi desidera trascorrere una serata diversa e trasgressiva». La filosofia che contraddistingue il sito internet www.gigolo.it,, cioè, a tutti coloro che si cimentano in questo “mestiere” di avere a disposizione uno spazio autogestito, dove inserire i propri annunci, rispondendo personalmente di tutto ciò va ad inserire.

L’unica condizione che i gestori del sito inpongono ad eventuali inserzionisti interessati è quella di attenersi (altrettanto rigorosamente) al decoro delle immagini e dei testi inseriti. E’ un modo, insomma, per farsi pubblicità, per farsi conoscere e, quindi, per accaparrarsi quanta più clientela possibile. E, sicuramente, chi ha avuto l’idea ha davvero colto nel segno, se poi il sito in questione risultata fra i più consultati nell’intero panorama telematico, con circa 500mila visitatori ed oltre 10 milioni di pagine sfogliate (corrispondenti, in gran parte, ai tanti annunci inseriti in rete). Inoltre, inserendo la parola chiave “gigolò” in qualsiasi motore di ricerca, l’home page del sito Gigolo.it è la prima che appare su ben 7 milioni e rotte pagine che si rendono immediatamente disponibili. 

Ma come si diventa gigolò? Sul web, ci sono anche i consigli degli esperti in materia. Diventare un gigolò può apparire semplice ma non lo è. Una donna è sempre attenta ai dettagli, quindi occorre in primo luogo prepararsi alcune belle foto, anche perchè conta molto il primo impatto. Bisogna poi avere un minimo di disponibilità verso il prossimo e verso le persone che non si conoscono. Avere un incontro con una persona mai incontrata prima, per il gigolò è una cosa eccitante che dà piacere e infonde una carica speciale in ogni incontro. Quel senso di agitazione mista ad eccitazione per la nuova persona che si incontra è, per chi si cimenta in questa “attività”, il sale della vita. 

C'è poi chi dice che gigolò si nasce e non si diventa. In realtà, chi nasce gigolò, ovvero già portato per questo tipo di incontri, parte avvantaggiato, ma si può anche diventarlo: basta avere cura del proprio aspetto fisico e mentale. Ogni incontro è una novità e la persona che si incontra si aspetta allegria, buon gusto, dolcezza, intelligenza, cultura, raffinatezza, eleganza e... molto altro. [p. p.]

 
02 OTTOBRE 
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Tratto da Wikipedia.

Il termine gigolò, di origine francese, è entrato da tempo a far parte del vocabolario italiano. Viene associato all'attività, svolta da uomini, prevalentemente di accompagnatore di donne o di uomini, in cambio di somme di denaro. Gigolò, oppure escort uomo, accompagnatore, ha un ruolo diverso da quello che si potrebbe immaginare, la prostituzione maschile non si può accorpare a quella femminile. La voglia di pagare per ottenere facilmente favori sessuali da uomini belli e muscolosi ha contagiato anche la donna, anche se l’approccio in questo caso è profondamente diverso e a volte si tratta di donne che per un motivo o per un altro non hanno mai avuto una vita sessuale e sentimentale soddisfacente. La donna emancipata e moderna del terzo millennio è schiacciata da numerose responsabilità, lavoro, matrimonio, figli, spesso vive rapporti logorati da ritmi disumani e il desiderio dell’uomo così si spegne di fronte a queste donne iperimpegnate. Scatta quindi il bisogno di conferma della propria femminilità, di trasgressione senza rischio, di piacere sessuale a portata di click, come già esiste per gli uomini. Nell’ultimo decennio c’è stata un’impennata dell’offerta in internet di gigolò, portali e siti di singoli individui spopolano in rete. Molti ragazzi attratti da facili guadagni si vendono e allietano la vita a donne che di solito vanno da un minimo di 35 ad un massimo di 65 anni. Spesso si tratta di donne piacevoli, affascinanti. Spesso è sbagliato associare loro l’immagine della vecchia e viziata ereditiera anche se a volte può essere così. Bisogna quindi uscire dallo stereotipo poco credibile di Richard Gere in American Gigolò, il famosissimo film di Paul Schrader con l’affascinante Julian Kaye che sfreccia sulla sua Mercedes SL Pagoda per le vie di Beverly Hills, questo è frutto della fantasia di un bravo sceneggiatore.



Convegno sul sesso all'università, il docente è il gigolò

Accanto a ricercatori e professori, l'accompagnatore per donne tratterà la sessualità sul versante popolare

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17 settembre

 

 L'accompagnatore per signore, IgorL'accompagnatore per signore, Igor

FISCIANO. "Il concetto di benessere oggi: la sessualità tra cultura e medicina": questo il titolo del convegno del dipartimento di Medicina dell'Università degli Studi di Salerno. E a salire in cattedra nell'aula delle lauree di Lancusi, mercoledì, è stato anche Igor, gigolò originario di Baronissi che è stato ospite all'incontro organizzato dalla associazione Scuola Medica Salernitana, dove sono intervenuti, tra gli altri, Rossella Nappi (professoressa di Ginecologia e Ostetricia e Sessuologa presso l’Università di Pavia),Vittorino Montanaro (dottore di ricerca in urologia presso la Federico II di Napoli), Domenico Trotta (sessuologo e presidente dell’istituto Fecsm di Salerno) e Ferdinando Pellegrino (psichiatra presso l’Asl di Salerno e psicosessulogo).

L’accompagnatore per donne ha detto: "Molte volte i medici, per limiti professionali previsti dalla legge,

non possono scoprire tutto delle emozioni delle donne. Io, invece, come accompagnatore riesco ad aiutarle a conoscere meglio la loro sessualità". Dall’erezione maschile all’orgasmo: nessun tabù per il gigolò che, nelle vesti di professore, ha tenuto alta l'attenzione di studenti e professori.

 



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